La giornata tipo
Le giornate erano scandite dagli sms del cell. di Simo che puntuali più
di un
orologio svizzero echeggiavano per gli spazi immensi della sgorbiosa
seppur
spaziosa e "risparmiosa" Multipla; la sveglia delle 8 spiazzava un po' i
due
esemplari maschili della cumpa' ma alle 9.15 eravamo tutti ai posti di
comando.... tenda smontata, cartina alla mano e bussola puntata sulla
nuova
destinazione; immancabili i cd di musica scelti accuratamente tra un
range di
mix vari di Simo di inizio secolo.....vecchio! E soprattutto le animate
conversazioni sul parco macchine, i nani che salgono solo fino al 7
piano con
l'ascensore pur abitando al decimo causa posizionamento tasti, le 9 mele
che a
sto punto saranno diventate 3 a furia di pensare a come pesarle due
volte solo
per scoprire qual è la più leggera (no, nessuna pazzia, sono i giochi di
logica
di Simo...una delle sue passioni assieme al pollo, agli arachidi, al gel
per
capelli e agli scivoli d'acqua).
Le tappe erano tali per cui a metà mattinata si raggiungeva la prima
metà della
meta: scattava la caccia al parcheggio free & safe (peccato che a
Maribor
rischiavamo di dover sgobbarci una braciola di maiale a colazione per
riavere il
mezzo posteggiato nel cortile di un ristorante); quindi tiravamo sù i 4
marsupi
e le 12 macchine fotografiche e partivamo a tappeto alla conquista del
territorio. Gli angoli più reconditi, la gente più imboscata, le scarpe
più
incredibili erano nostre....imperturbabili, una cento mille foto e via.
Smontavamo con un'occhiata le strutture architettoniche decantate dalle
mitiche
guide www.virgilio.it per soffermarci con incredibile senso critico
davanti alle
strutture plastiche del popolo sloveno, uomini o donne che fossero.
A pranzo magnate pantagrueliche tipiche del posto .... messicano per
esempio, e
poi scatto felino alla macchina causa time out tachimetro. E di nuovo
via per
mille e nuove avventure, Simo che tentava invano di accaparrarsi le
retrovie per
dormire, i pedaggi autostradali con il resto in Sit, le telefonate per
prenotare
i campeggi i di cui padroni ci intortavano causa altissima concorrenza,
la
soppesata e mai unanime scelta della piazzola ....strategica .... vicino
ai wc,
il montaggio tenda a tempi ormai troppo da record, perlustrazione zona
alla
scoperta dei plus e dei minus (per stilare la nostra guida Smichelin),
gli
schiamazzi degli altri da sopire, i connazionali da scartare e poi
...doccia. A
cena ....spaghi .... mannaggia, nostalgia canaglia che ti prende alla
gola
....peccato che la prima sera si sia trasformata in uno spuntino a
mezzanotte;
in any case, tavolino con 4 sedili incorporati - montaggio pratico e
indolore
modello "fu fu - James Tont"; citronella al centro tavola, carote, mele
e a due
passi l'ennesimo festino a cui noi, oviamente, non eravamo stati
invitati...uffa!
E allora...serata alternativa...a piatti lavati, passeggiata in cerca di
locali:
positivi, costo irrisorio, drink accettabili, gelati un po'
meno....polverosi.
Per farla breve, alla mezza le tre suite piombavano in un silenzio
tombale e a
vegliare sulla cumpa il fischio del treno che immancabilmente sfrecciava
a pochi
metri dal nostro lodge.
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